Domenico Cacioppo

Pubblicato in Senza categoria il 5 ottobre 2010 Un commento

E’ proprio così: la meravigliosa Scala dei Turchi di Agrigento, capolavoro naturale che sorge a picco sul mare, è racchiusa tra una cornice terribile fatta di cemento. Da ben 15 anni, in prossimità di questo piccolo paradiso terrestre esistono due strutture (o meglio due scheletri) edilizie incompiute e inutilizzate che creano solo un disagio ambientale.

I turisti si sono lamentati, a ragione, perchè non è possibile incastonare degli edifici del genere in questa bellezza naturale. A nulla sono valse le manovre di Legambiente: la politica locale non ha ancora mosso un dito per abbattere lo scempio.
Un tempo ci pensava Legambiente a far radere al suolo questi edifici di dubbia natura o, peggio ancora, abusivi. Ma pare che la situazione siciliana sia alquanto complessa. Giuseppe Arnone, responsabile antiabusivismo di Legambiente, era stato fautore della campagna di abbattimento di un ecomostro nel barese, e ottenne il successo sperato.

Quando però i politici agrigentini hanno capito che le intenzioni di Arnone erano anche quelle di demolire gli ecomostri della Scala dei Turchi, si è eretto un muro (di cemento armato).
Lo stesso Arnone ha dichiarato che “Sono sempre convinto che debbano essere abbattuti ma certe battaglie non posso farle da solo“. Del resto, serve la cooperazione di tutti per un progetto così importante. Certo è che una delle meraviglie della natura italiane così imponente non merita un trattamento simile. Anche se c’è da dire che l’attuale sindaco del Comune di Realmonte – paese sul cui territorio sorge la Scala dei Turchi- ci sta mettendo le sue migliori intenzioni. L’auspicio è che qualcosa si muova, in fretta! Ricordiamo che nel 2007, il comune di Realmonte ha persino fatto richiesta all’Unesco affinchè questa diventasse patrimonio dell’Umanità. Ma finchè questi scempi (r)esistono, temiamo che la strada per il conseguimento sia ancora molto lunga.

altre informazioni da articolo del Corriere della Sera

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