Pietro Labate

Pubblicato in Senza categoria il 20 ottobre 2010 Un commento

Spazio alle ruspe, cancellate le vie cave etrusche

Da anni ormai nella città dei papi si trova una facoltà universitaria ad
indirizzo Beni culturali, decine di studenti si laureano ogni anno con la
speranza di poter mantenere e salvaguardare il nostro patrimonio
archeologico, ma non a Viterbo. A Viterbo, l’etrusca Surrina, i beni
culturali ed archeologici sono un fastidio.

A Viterbo, citta sulla Via Francigena, i percorsi dei pellegrini, dove ci sono, sono devastati. A Viterbo, dove si trova uno dei più grandi centri storici, le auto la fannoda padrone.

Dovendo preparare un articolo per una rivista a carattere nazionale che si occupa di trekking ho iniziato a fare una ricognizione sulla vie cave o tagliate etrusche che circondano la città.
La strada Signorino, una delle più lunghe vie etrusche in assoluto, nella
parte iniziale sotto Pianoscarano ha il consueto contorno di erbacce che
nascondono in parte i devastanti rifiuti lasciati lungo il percorso, ma
tant’è, poco dopo partendo dal quartiere Salamaro invece di trovare la
via cava di Ponte Sodo, un cartello di cantiere incompleto informava
che il comune sta ampliando la strada stessa.

Pochi passi dopo, quella che fu una tagliata o via segreta degli Etruschi è stata
sconsideratamente cancellata; le querce abbattute per fare posto alle ruspe sono state infilate nel tratto iniziale del percorso etrusco, poco dopo metri cubi di sterro hanno riempito e coperto il tratto centrale, infine dulcis in fundo, le voraci ruspe hanno cancellato definitivamente uno dei percorsi che i nostri antenati usavano per le cerimonie sacre.
Certo, ora le inquinanti automobili avranno a breve una grande strada di
asfalto e cemento dove assediare incauti pedoni, certo gli etruschi sono
scomparsi da millenni, ma solo a Viterbo si cerca in tutti i modi di
offendere la memoria del primo popolo italico dell’antichità. Peccato che
nelle vicine Pitigliano e Sorano la vie cave sono dei luoghi dove i turisti
pagano un biglietto per visitarle, ma si sa, i Toscani sono venali…

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