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	<title>camminare per conoscere</title>
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	<description>al ritmo lento dei passi, in montagna come in città, per riscoprire il mondo e uno stile di vita sostenibile.</description>
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		<title>Obiettivo Terra 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 19:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione UniVerde e la Società Geografica Italiana Onlus indicono la terza edizione del Concorso nazionale di fotografia geografico - ambientale “Obiettivo Terra”, in occasione della 42ª Giornata Mondiale della Terra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Fondazione UniVerde e la Società Geografica Italiana Onlus indicono la terza edizione del Concorso nazionale di fotografia geografico &#8211; ambientale “Obiettivo Terra”, in occasione della 42ª Giornata Mondiale della Terra.</strong></p>
<p>Torna anche quest’anno il concorso fotografico Obiettivo Terra, con l’intento di promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio ambientale dei Parchi nazionali e regionali d’Italia.</p>
<p>Le fotografie saranno oggetto di una pre-selezione a cura dei soggetti promotori e la selezione finale con decretazione del vincitore avverrà a opera di una giuria di esperti composta da alcuni alcuni dei nomi di maggior spicco in ambito ambientalistico: il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio; il presidente della Società Geografica Italiana Franco Salvatori; il giornalista di “la Repubblica” Giovanni Valentini; il geologo Mario Tozzi; il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri; il presidente onorario del WWF Italia Fulco Pratesi; la presidente del FAI Ilaria Borletti Buitoni; il presidente di Green Cross Italia e dei VAS Guido Pollice; la presidente di Marevivo Rosalba Giugni; la direttrice del Centro di ricerca visuale dell’Università Bicocca Elena Dell’Agnese, l’editore di TREKKING&amp;Outdoor Italo Clementi.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/ob.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-737" title="ob" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/ob.jpg" alt="" width="300" height="444" /></a></p>
<p>Oltre al premio principale, saranno conferite cinque menzioni speciali alla migliori foto di ognuna delle seguenti categorie: Alberi e foreste; Animali; Area costiera; Paesaggio agricolo; Energie rinnovabili e sostenibili nei Parchi (Menzione per il 2012 Anno Internazionale ONU dell’Energia Sostenibile per tutti).</p>
<p>Il vincitore del concorso fotografico riceverà un premio di 1.000 euro e il fortunato scatto sarà esposto in occasione della 42ª Giornata Mondiale della Terra – 22 aprile 2012 – su una maxi affissione a Roma.</p>
<p>La cerimonia di premiazione si terrà il 20 aprile 2012 a Roma, presso Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana.</p>
<p>Al concorso si può partecipare inviando una sola fotografia per ogni partecipante in formato digitale all’indirizzo di posta elettronica obiettivoterra3@fondazioneuniverde.it entro e non oltre il 25 marzo 2012.</p>
<p>Il regolamento completo si può consultare sui siti www.fondazioneuniverde.it e www.societageografica.it.</p>
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		<title>Una speranza per un ecomostro genovese?</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono casi in cui, per necessità, con gli ecomostri si deve convivere. Ad esempio quando gli orrori edilizi sono stati adibiti ad uso abitativo e non sono illegali. In questi casi certamente non è pensabile buttare giù le case e mandare la gente per strada. E’ il caso delle cosiddette “lavatrici”, forse uno dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono casi in cui, per necessità, con gli ecomostri si deve convivere. Ad esempio quando gli orrori edilizi sono stati adibiti ad uso abitativo e non sono illegali. In questi casi certamente non è pensabile buttare giù le case e mandare la gente per strada. E’ il caso delle cosiddette “lavatrici”, forse uno dei peggiori esempi di ecomostri edilizi urbani mai realizzati.</p>
<p>Si tratta di un complesso di edilizia popolare nel quartiere genovese di Prà dalla curiosa forma che ha indotto i genovesi a chiamarle proprio in questo modo.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/lavatrici.jpg"><img src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/lavatrici-300x220.jpg" alt="" title="lavatrici" width="300" height="220" class="aligncenter size-medium wp-image-719" /></a></p>
<p>Il complesso consta di due grandi blocchi edilizi: il primo è costituito da oltre 650 alloggi ed è stato realizzato per metà dal Comune (circa 340 alloggi) e per metà da cooperative edilizie convenzionate; il secondo, situato in via Ungaretti (nella parte sottostante le lavatrici vere e proprie), comprende circa 330 alloggi. In casi come questi l’unica possibilità è quella di una riqualificazione consapevole dell’ambiente deturpato.</p>
<p>A questo hanno pensato il Comune e l’Università di Genova che hanno stipulato un accordo per il recupero del quartiere San Pietro a Prà. La giunta comunale ha approvato, il 23 gennaio scorso, lo schema di un protocollo d’intesa tra il Comune e il Dipartimento di Scienza per l’Architettura.</p>
<p>Spetterà dunque ai ricercatori universitari di studiare e progettare soluzioni integrate per la produzione di energia e il contenimento dei consumi: dall’utilizzo delle fonti rinnovabili, da inserire nel quartiere con il fine di poter soddisfare i bisogni energetici degli abitanti, all’utilizzo di materiali e soluzioni appropriate per migliorare l’equilibrio climatico degli alloggi; ricerca, studio e progettazione di soluzioni strutturali e di design saranno volte alla riqualificazione architettonica del quartiere e dirette a favorire l’effettivo utilizzo degli spazi verdi e sociali da parte dei residenti, anche attraverso l’utilizzo del colore, per incrementare la qualità architettonica degli edifici ed armonizzarla con il territorio.</p>
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		<title>Francesco Senatore ed Elisa Cedrone AEV di FederTreK</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La purezza del “lago di Plinio”, minacciato dagli scarichi
Ci sono siti del nostro paese di unica rarità e bellezza, ambienti naturali che raccolgono ecosistemi di inestimabile valore, ma soprattutto indicatori della qualità della nostra vita, uno di questi luoghi è il Lago di Posta Fibreno.
Il lago fa parte delle aree tutelate del Sistema dei Parchi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La purezza del “lago di Plinio”, minacciato dagli scarichi</strong></p>
<p>Ci sono siti del nostro paese di unica rarità e bellezza, ambienti naturali che raccolgono ecosistemi di inestimabile valore, ma soprattutto indicatori della qualità della nostra vita, uno di questi luoghi è il Lago di Posta Fibreno.</p>
<p>Il lago fa parte delle aree tutelate del Sistema dei Parchi e delle Riserve Naturali della Regione Lazio, area di grande valore, dove tra le peculiarità spicca la famosa isola galleggiante, una zolla che “cammina” tra le acque da più di 2000 anni. Plinio il vecchio la descrive nella sua Naturalis Historia.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/Fibreno-1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-711" title="Fibreno 1" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/Fibreno-1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Il fenomeno riguarda una area di circa 30 metri di diametro sulla quale crescono Pioppi e Salici, che si sposta con le sue radici sullo strato sottostante del lago. Il movimento a volte avviene anche con una certa “velocità” al punto di essere osservata da un giorno all’altro. Un’altra delle caratteristiche del lago è l’estrema limpidezza delle sue acque, che scaturisce dalle numerose e copiose sorgenti, diventando per questo anche meta prediletta di numerose scuole di subacquea nazionali. In questo habitat non è difficile immaginare quale sia la  ricchezza del mondo animale e vegetale.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/Fibreno-4.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-712" title="Fibreno 4" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/Fibreno-4-1024x739.jpg" alt="" width="612" height="370" /></a></p>
<p>Purtroppo questo luogo incantato sta subendo un grave attacco ambientale da parte dell’uomo, l’inquinamento. Il problema è il mancato completamento della rete fognaria e del depuratore nel comune di Posta Fibreno, facendo si che una parte degli scarichi finisca nel lago, con le conseguenze che possiamo immaginare, che oltre allo sversamento dei liquami genera il surriscaldamento delle acque.<br />
Da considerare infine che quest’ultime alimentano la rete idrica locale (Sora-Frosinone).</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/Fibreno-6.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-713" title="Fibreno 6" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2012/02/Fibreno-6-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
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		<title>Domenico Giannantonio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 20:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per fortuna non sempre le cose vanno a finire male.
Riproponiamo una prima lettera inviataci da un lettore e quella successiva che ci segnala la felice conclusione della vicenda del Crostolo a Reggio Emilia.
Gentile Redazione, come mai da oltre un mese e mezzo nel Crostolo non viene immessa dell’acqua? Ridotto ormai totalmente ad un putrido stagno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per fortuna non sempre le cose vanno a finire male.</p>
<p>Riproponiamo una prima lettera inviataci da un lettore e quella successiva che ci segnala la felice conclusione della vicenda del Crostolo a Reggio Emilia.</p>
<p>Gentile Redazione, come mai da oltre un mese e mezzo nel Crostolo non viene immessa dell’acqua? Ridotto ormai totalmente ad un putrido stagno, questo torrente continua a patire non solo per le variazioni meteorologiche stagionali, ma anche, e soprattutto, per la mano distruttiva dell’uomo. Credo siano due i motivi per i quali è impossibile immettervi la famosa e tanto invocata acqua del Secchia: i lavori nel suo “letto” al parco delle Caprette e, soprattutto, la totale devastazione subita ai piedi della “diga” di Rivaltella.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/11/Giannantonio-Crostolo-3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-703" title="Giannantonio - Crostolo 3" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/11/Giannantonio-Crostolo-3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>E sì, perché agli occhi del cittadino che abbia un minimo senso di rispetto per la natura, quello che è stato fatto ai piedi della diga è uno scempio che grida vendetta al cospetto non della Divina Provvidenza, ma almeno della legge umana, di quella legge che dovrebbe far sì che tutti viviamo civilmente in un mondo dove il rispetto non è solo una parola, ma un fatto concreto. Così, non posso restare in silenzio, come cittadino, di fronte al fatto che ai piedi della diga il Crostolo è stato cancellato, raso al suolo – letteralmente &#8211; sostituito da un tremendo canale scavato da una ruspa, lasciato privo dei suoi argini naturali, desertificato dalla vegetazione che fino a non molto tempo fa ne cingeva rigogliosa l’alveo. E tutto ciò che di bello era allora, oggi è stato cancellato, devastato.</p>
<p>Sotto gli occhi di tutti coloro che avrebbero dovuto controllare, ma che evidentemente non hanno fatto nulla per fermare lo scempio. Come si può quindi parlare di parchi fluviali, di zone verdi, di acque chiare, di biennali di paesaggi, quando non si è fatto nulla per evitare la distruzione della natura in quelle stesse zone per le quali si sprecano aggettivi così altisonanti?</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/11/Giannantonio-Crostolo-6.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-704" title="Giannantonio - Crostolo 6" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/11/Giannantonio-Crostolo-6-1024x681.jpg" alt="" width="1024" height="681" /></a></p>
<p>E, ritornando su un piano pragmatico, dove finirà l’acqua qualora dovessero arrivare le autunnali piogge spesso torrenziali, dato che non c’è più un alveo? Allagherà la fattoria che si trova là poco distante? E cosa ne facciamo dell’acqua ormai marcia che si trova dietro la diga e che non può essere fatta defluire perché non avrebbe la via dove poter scorrere e che sta lentamente ma inesorabilmente uccidendo la sua fauna ed alzandosi di livello? Come cittadino non ho altri mezzi, se non quelli dell’indignazione e del mostrare quel che succede anche nella ancora civile città di Reggio.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/11/Giannantonio-Crostolo-8.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-705" title="Giannantonio - Crostolo 8" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/11/Giannantonio-Crostolo-8.jpg" alt="" width="997" height="665" /></a></p>
<p>Cara Redazione, dopo l’articolo del 3 ottobre scorso, nel quale segnalavo la devastazione del Crostolo ai piedi della diga di Rivaltella, e per il quale debbo ringraziare il Carlino per aver raccolto il mio appello, colti – come si suol dire – con le mani nella marmellata, anzi nel fango, e non potendone aggiungercene per rimediare, almeno hanno pensato di comprare un barattolo nuovo: sto parlando ovviamente di chi ha effettuato lo scempio – del quale peraltro non sono mai stati resi pubblici né le cause né gli obiettivi – che, in tempi rapidissimi, ha provveduto a mettere le cose al proprio posto:  nuovo letto – non quel misero canale che era prima, ma un letto più comodo, più largo -, alveo completamente spianato, rimossi tutti gli ostacoli che impedivano lo scorrere dell’acqua, fatta defluire l’acqua ormai stagnante dietro la diga.</p>
<p>Grande successo, e lo dico anche se si potrà obiettare che “era già previsto”. Restano, per me, oltre alle domande precedenti, i dubbi sulle modalità adottate: davvero occorreva distruggere completamente l’alveo esistente? Davvero occorreva radere al suolo tutta la vegetazione spontanea che si era creata nel tempo? Non esiste oggi, nel secondo decennio del XXI secolo, un modo più ecocompatibile per effettuare lavori in ambienti “protetti”? Non esistono specialisti in materia di ambiente che possano dare un contributo fattivo e concreto per un uso delle ruspe meno invasivo, se proprio necessario? Io mi auguro davvero che questa lezione, perché l’impatto mediatico è stato notevole dopo un lungo periodo di stagnazione – per restare in tema di impaludamenti –, di disinteresse, sia servita gli Enti preposti.</p>
<p>Mi auguro che davvero nei prossimi anni potremo assistere ad un miglioramento reale di questo sfortunato, ma ricco di storia e di natura,  Crostolo.</p>
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		<title>Successo del Convegno &#8220;Camminare per Conoscere&#8221; organizzato da FederTrek</title>
		<link>http://www.camminareperconoscere.it/2011/10/23/successo-del-convegno-camminare-per-conoscere-organizzato-da-federtrek/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 16:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Camminare e turismo outdoor: due delle risposte più appropriate per una reale risorsa di crescita economica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il convegno &#8220;Camminare per Conoscere&#8221;, organizzato dalla FederTrek  nell’ambito della fiera &#8220;Travelling Likes Experience&#8221;, è stato un  importante momento di riflessione sul tema del camminare e del turismo  lento e outdoor, ottimo esempio di quell’azione di &#8220;lobby positiva&#8221; e  messa in rete delle energie, delle esperienze e delle potenzialità che  la FederTrek ha posto fra gli obiettivi principali della propria  attività.</p>
<p>L’incontro dello scorso 1 ottobre a La Spezia  ha offerto l’opportunità per avviare un confronto fra i protagonisti  delle politiche di sviluppo territoriale, gli operatori del settore  turistico e i rappresentanti del mondo dell’associazionismo legato alle  attività all’aria aperta, presenti tanto fra i relatori quanto fra il  folto pubblico che ha assistito al convegno.</p>
<p>Dopo i saluti del sindaco di La Spezia, Massimo Federici e di Roberto Ferrarini, Presidente di Speziaexpò, l’intervento del vicepresidente nazionale FederTrek Italo Clementi ha precisato il concetto di escursionismo che sta alla base dell’attività della federazione.</p>
<p>&#8220;Il  camminare, così come noi della FedeTrek lo intendiamo &#8211; ha esordito  Clementi &#8211; ha ben poco a che fare con l’attività sportiva. La FederTrek è  nata per promuovere la cultura del camminare e i suoi valori connessi  alla tutela del territorio, alla valorizzazione delle microeconomie  locali, alla socializzazione e al benessere psicofisico della persona.<br />
Pertanto  la nostra federazione non è in &#8220;concorrenza&#8221; con nessuna delle realtà  associative che operano nel settore dell’escursionismo e del trekking e  che hanno per lo più una visione atletico-sportiva di queste attività.<br />
Noi vogliamo promuovere il camminare come stile di vita, praticabile in montagna come lungo le coste del mare o in città&#8221;.</p>
<p>Paolo Piacentini,  presidente nazionale della FederTrek, si è soffermato sulla concretezza  della proposta alternativa di frequentazione turistica e interazione  con l’ambiente di cui la FederTrek è portavoce, chiarendo come &#8220;il  camminare e il turismo outdoor in generale rappresentano una reale  risorsa per molte aree rurali altrimenti destinate all’abbandono o dove  la popolazione è costretta ad un pendolarismo lavorativo verso le città.<br />
Lo  sviluppo del mercato turistico outdoor porta con sé la crescita di  numerose microaziende radicate sul territorio e che, considerate nel  loro complesso, mettono in campo un potenziale, in termini di posti di  lavoro e ricchezza prodotta, che può reggere il confronto con quello  offerto dall’industria&#8221;.</p>
<p>Un vero e proprio grido di allarme è  stato invece quello lanciato dall’Assessore al Turismo e alla Cultura  della Regione Liguria Angelo Berlangieri  che, pur ribadendo l’impegno personale e quello dell’amministrazione da  lui rappresentata per lo sviluppo del turismo outdoor, ha espresso con  forza il suo disappunto nei confronti delle nuove norme nazionali che a  breve entreranno in vigore e che, pur confermando alle regioni la  competenza legislativa in campo turistico, sembrano togliere loro ogni  risorsa economica specifica, azzerandone di fatto la capacità di  gestione coordinata delle line di sviluppo e dell’immagine turistica,  oggi indispensabile per territori che vogliano essere competitivi sul  mercato internazionale.</p>
<p>Sono proprio alle nuove tendenze ed  esigenze del mercato internazionale ad aver guidato le strategie di  sviluppo attuate negli ultimi anni dal Sistema Turistico Locale di La  Spezia.<br />
&#8220;Oggi il turista è sempre più alla ricerca di esperienze con le quali dare qualità al proprio tempo libero &#8211; ha spiegato Damiano Pinelli, presidente del STL &#8211; e la vacanza outdoor si qualifica come una delle risposte più appropriate a questa esigenza.<br />
Il  comprensorio che va dal Golfo dei Poeti all’entroterra della Valle di  Magra e Val di Vara ha tutte le potenzialità per diventare un vero e  proprio paradiso per gli amanti dell’outdoor e, in questi anni, in  collaborazione con gli esperti della rivista TREKKING&amp;Outdoor,  abbiamo realizzato i primi progetti di sviluppo del settore  escursionistico e del cicloturismo, attraverso i quali il nostro  territorio si può proporre sul mercato del turismo lento con un offerta  di grande qualità e fascino&#8221;.</p>
<p>Un’indicazione significativa di quali siano le reali dimensioni di questo mercato è arrivata dall’intervento di Riccardo Busso,  direttore del Tour Operator ITALWEG Italienreisen, che ha ricordato  come, nei soli paesi europei di lingua germanica siano circa 30 milioni  le persone che praticano il turismo outdoor e vedono nell’Italia una  meta ideale della propria vacanza, sempre che ci si rivolga a loro con  proposte turistiche mirate e di grande spessore qualitativo.</p>
<p>Il tema della qualità dell’offerta turistica è stato centrale anche nella relazione di Fausto Giovannelli,  presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, che ha  voluto evidenziare come, nella creazione di valide proposte per gli  amanti dell’outdoor, sia necessario superare le barriere delle singole  competenze territoriali, lavorando in sinergia per proporre prodotti che  abbraccino vasti comprensori, arricchendosi così di una varietà ancora  più ampia e stimolante di elementi di interesse paesaggistico e  culturale.</p>
<p>L’incontro si è concluso con gli interventi di Barbara Maffei (Presidente Cooperativa Montagna Verde) e Luisa Trojanis  (Direttore Tour Operator RedFox Adventure Holidays HB) che hanno  portato la loro testimonianza diretta di operatori economici che puntano  sul settore del turismo lento e dell’outdoor.</p>
<p><a href="http://www.federtrek.org/">il sito di FederTrek</a></p>
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		<title>Grande successo di Travelling Likes Experience a SpeziaExpò</title>
		<link>http://www.camminareperconoscere.it/2011/09/21/travelling-likes-experience-a-speziaexpo/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29-30 settembre e il 1-2 ottobre 2011 un evento che ha condotto alla scoperta di tutti i luoghi d’Italia dove è possibile fare esperienze di viaggio a piedi, in bicicletta, sull’acqua… con gusto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Travelling Like Experience 2011, ospitato da Speziaexpò il 29 e 30 settembre e l’1 e 2 ottobre 2011  ha dato vita a quattro giornate interamente dedicate all’esperienza di  viaggio dettata dalla ricerca di momenti autentici e dalle passioni  legate all’outdoor e al contatto con la natura.</p>
<p>A piedi, in  bicicletta, sull’acqua e con gusto, questi i quattro grandi temi attorno  a cui si è focalizzata la fiera dei “viaggiatori per passione”  fortemente voluta dalla Camera di Commercio di La Spezia e supportata dal patrocinio di importanti realtà tra cui anche FederTrek.</p>
<p>Il  lungo programma, che ha soddisfatto viaggiatori di tutte le età e  provenienze, ha visto il succedersi di degustazioni, convegni,  testimonianze, incontri tra operatori italiani e domanda estera,  attività indoor e all’aria aperta assieme ad un’offerta particolarmente  ampia, completa e qualificata di espositori del settore.</p>
<p>E tra i  protagonisti di Travelling Like Experience non poteva certo mancare lo  stand della Rivista TREKKING&amp;Outdoor, media partner dell’iniziativa,  che dal lontano 1984 ha fatto propri i valori del turismo outdoor, alla  scoperta dell’uomo e del mondo che lo circonda.</p>
<p>Un punto di  riferimento per i numerosissimi lettori che sono venuti a trovarci  presso l’area espositiva ma anche per chi ha avuto la possibilità di  conoscerci per la prima volta nell’ambito di un’occasione così  importante.</p>
<p>Un progetto che ha pienamente centrato il suo  obbiettivo e che non si ferma all’esperienza fisica della fiera ma che  prosegue sul web grazie a Searching Likes Experience, catalizzatore  multimediale delle informazioni, delle proposte e delle offerte attorno  alle tematiche di Travellling Like Experience 2011.</p>
<p>Per info:<br />
<a href="http://www.tleonline.info/">www.tleonline.info</a></p>
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		<title>Il SI al referendum sull&#8217;acqua ha vinto!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 19:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Il movimento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 e il 13 Giugno abbiamo difeso l'acqua come bene essenziale e pubblico!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Domenica 12 e lunedì 13 giugno abbiamo vinto, perché nessuno meglio di chi cammina conosce il piacere e la gratitudine che si prova abbeverandosi a una libera fonte lungo il sentiero.</strong></p>
<p><strong>&#8220;Aman iman&#8221;, l&#8217;acqua è vita, recita un antico proverbio del popolo nomade dei tuareg, che per secoli ha camminato fra le sabbie infuocate del Tenerè.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;acqua è un dono straordinario della natura, così prezioso da non avere prezzo né tanto meno padroni.</strong></p>
<p><img class="aligncenter" title="Acqua" src="http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/piccolavani/blog/Una%20cascata.jpg" alt="" width="782" height="532" /></p>
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		<title>Andrea Agostini</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 20:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[A Sant&#8217;Ilario ci sono tre tesori, che sono di tutti noi e ci sono stati tramandati dai nostri vecchi: il primo è il luogo stesso, bellissimo, con una vista impareggiabile ed una qualità della vita ineguagliabile, intatto da decenni e con una biodiversità che non ha uguali in tutta l&#8217;area metropolitana genovese.
E&#8217; arrivato a noi grazie alla sapiente saggezza dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Sant&#8217;Ilario ci sono tre tesori, che sono di tutti noi e ci sono stati tramandati dai nostri vecchi: il primo è il luogo stesso, bellissimo, con una vista impareggiabile ed una qualità della vita ineguagliabile, intatto da decenni e con una biodiversità che non ha uguali in tutta l&#8217;area metropolitana genovese.</p>
<p>E&#8217; arrivato a noi grazie alla sapiente saggezza dei nostri vecchi che l&#8217;hanno curato senza stravolgerlo; il secondo tesoro e&#8217; l&#8217;Istituto Agrario Marsano.</p>
<p>Una scuola pubblica con operatori altamente qualificati, studenti in formazione e terreni di proprieta&#8217; da far rendere ed utilizzare per sperimentare nuove colture e salvaguardare le specifiche produzioni agricole cadute in disuso.</p>
<p>Questo tesoro è arrivato a noi grazie alla generosità e alla lungimiranza del sig. Marsano che lo donò nell&#8217; 800 alla Liguria.</p>
<p>Il terzo tesoro sono i terreni, le fasce ed il panorama che qualcuno vorrebbe  &#8221;valorizzare&#8221; con una bella strada carrozzabile che  li renderebbe  preda della speculazione come già successo nella stessa Sant&#8217;Ilario ovest dove sono fioriti abusi e sequestri giudiziari.</p>
<p>A Sant&#8217;Ilario ci sono anche <strong>tre paladini</strong> della nuova strada carrabile.</p>
<p>Una paladina non vi abita ma sta dall&#8217;altro lato della collina dove la strada l&#8217;hanno già fatta e dove sono già fiorite villette, abusi, sequestri e vietatissimi ingorghi domenicali con le auto parcheggiate dentro l&#8217;atrio della chiesetta di San Rocco.<br />
Visto il guaio che è successo a casa sua, come fa a volerlo anche dall&#8217;altra parte??<br />
un  paladino  fa, anzi  faceva,  il floricoltore :della strada non ha mai avuto bisogno, ora che è in pensione gli serve ma la pretende fatta in casa dell&#8217;Istituto  Marsano  e pagata con le tasse di tutti.<br />
Un altro paladino è  il proprietario delle aree agricole abbandonate che sono a picco su Bogliasco,  e guarda caso è proprio lì che andava e si fermava il primo progetto della strada, che non raggiungeva le case degli abitanti di Sant&#8217;Ilario che sono molto più sopra.</p>
<p>A Sant&#8217;Ilario est ci sono anche <strong>tre brutti ceffi.</strong></p>
<p>Il primo è quel signore che di notte è andato a tagliare gli alberi del Campo Didattico di Conservazione delle Biodiversità Liguri dell&#8217; Istituto Marsano, erano alberi protetti ma sventuratamente erano nati sul percorso della futura strada.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/05/CAMMINARE-CONOSCERE_0003.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-641" title="CAMMINARE CONOSCERE_0003" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/05/CAMMINARE-CONOSCERE_0003.jpeg" alt="" width="283" height="190" /></a></p>
<p>Il secondo  è quell&#8217;altro signore che ha ripetutamente aggredito e insultato anziane signore ree solo di avere una idea diversa, che ha rigato le auto dei residenti contrari alla strada (ci sono anche loro ma sono minacciati),<br />
il terzo è quell&#8217;altro personaggio che ha commesso abusi edilizi trasformando delle vecchie legnaie in villette, e che ora reclama la strada come diritto per i vicini anziani.<br />
Certo, questo comitato vive di molte ambiguita&#8217;,  ha parecchi scheletri nell&#8217;armadio e mostra le proprie ragioni con arrogante aggressività&#8230; minaccia sfracelli, lancia ultimatum al Sindaco e  blocca l&#8217;Aurelia dei pendolari che vanno al lavoro.<br />
Stupisce ancora di più tutta questa attenzione della pubblica amministrazione a danno del pubblico interesse e delle maniere corrette di comportarsi&#8230;&#8230; ci sarà qualche rustico in regalo come nelle 5 terre??</p>
<p>Ma senza esagerare ed andare così lontano, basta riflettere su come si sono comportati a Sant&#8217;Ilario ovest dove la strada per San Rocco non  la volevano fatta in casa d&#8217;altri&#8230;ognuno ha donato una fetta del proprio terreno per realizzarla e sono andati dal notaio a metterlo nero su bianco. A Sant&#8217;Ilario est nessuno regala nulla, la strada la vogliono in casa dell&#8217;Istituto Marsano anche se poi non  arriva alle case degli anziani del  Poggetto di Sopra.</p>
<p>Comunque i comportamenti sbagliati di pochi non devono ricadere sugli altri abitanti di cui vanno soddisfatte le esigenze di mobilità .  Ma vanno soddisfatte in modo intelligente salvando la collina di Sant&#8217; Ilario che è un patrimonio di tutti.<br />
Resta la proposta già recepita dagli abitanti di Sant&#8217;Ilario ovest di costruire una cremagliera utilizzando i propri soldi e i finanziamenti della Regione che ha fatto una legge per favorire il superamento di certi disagi.<br />
Una cremagliera sul lato est della collina non solo costerebbe meno, avrebbe anche un impatto minimo e sopratutto permetterebbe alle famiglie residenti nel nucleo storico e più popoloso della zona  di usufruire di un servizio non ottenibile con la progettata strada che ,con un costo pubblico di parecchi milioni di euro, servirebbe solo 12 nuclei familiari.<br />
Certo,  se l&#8217;Amministrazione si impegnasse di più nel sostegno alle eccellenze pubbliche ( oltretutto a costo zero ) e la facesse finita di spendere risorse pubbliche a sostegno della speculazione fondiaria e immobiliare , si aprirebbe  una &#8221; nuova stagione.</p>
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		<title>Felice Turturiello</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 13:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Storia di uno zombi ecologico
Il woodoo caraibico è una strana forma di animismo alla rovescia. Non è la fede nell’anima delle cose, ma un credo nelle cose senz’anima; non nella resurrezione di un morto alla vita, ma di un morto che rimane tale, in grado di muoversi e agire come un automa. Zombie è infatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Storia di uno zombi ecologico</strong></p>
<p>Il woodoo caraibico è una strana forma di animismo alla rovescia. Non è la fede nell’anima delle cose, ma un credo nelle cose senz’anima; non nella resurrezione di un morto alla vita, ma di un morto che rimane tale, in grado di muoversi e agire come un automa. Zombie è infatti lo Zwambeh, colui che esegue ogni tuo comando.</p>
<p>Lo scempio di cui vi parliamo è frutto della cattiva magia di stregoni burocrati e dissipatori del denaro pubblico. Così, quel che avrebbe dovuto essere un osservatorio sulle rotte migratorie degli<br />
uccelli sulla nostra penisola, non è mai entrato in funzione, nonostante sia costato, per il momento, alla nostra Regione e quindi a tutti noi oltre un milione di euro. Uno Zwambeh senza comandi, abbandonato, saccheggiato e ora sotto sequestro.</p>
<p>Partiamo dall’ultimo atto. I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Napoli, su disposizione del Procuratore Capo di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, mettono i sigilli a un immobile di tre livelli, color giallo itterizia, in cima a una rupe sul fiume Mingardo. La località, denominata Chiancone, è nel Comune di Centola. Un ecomostro finanziato dalla Regione Campania.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC014251.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-634" title="DSC01425" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC014251-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il Codacons, nel 2009, denunciò lo scempio alla Corte dei Conti. L’ubicazione non era quella prevista nel progetto, infatti la posizione originaria era più indietro rispetto al bordo della gola e ribassata rispetto a quella poi realizzata che altera in maniera irreparabile lo scenario naturale delle Gole del Mingardo, praticamente ancora intatte; di fatto l’ecomostro è visibile a decine di chilometri di distanza da mare.</p>
<p><a href="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC014711.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-635" title="DSC01471" src="http://www.camminareperconoscere.it/wp-content/uploads/2011/04/DSC014711-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
L’inchiesta coinvolse il Comune di Centola, l’impresa che eseguì i lavori e il direttore dei lavori. Il Comune di Centola ebbe un ulteriore finanziamento (500.000 euro) per la via d’accesso alla struttura con annesso parcheggio. Il reato ipotizzato è: “Danneggiamento delle bellezze naturali”.<br />
La vicenda era iniziata nel 1998 con la donazione alla Regione Campania, da parte dell’Eni, di un vasto terreno nel Comune di Centola, che ancora ospita rare specie botaniche, tra le quali la Primula palinuri. Gli scopi di utilizzo del terreno da parte dell’Amministrazione erano più che condivisibili: “iniziative di pubblico interesse per la tutela ambientale e faunistica”.<br />
L’accordo, del 19 ottobre 2001, fu firmato dalla Regione Campania, dal Comune di Centola, dall’Ente Parco del Cilento e dalla Comunità Montana Lambro &#8211; Mingardo, e approvato dalla Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno. Il progetto prevedeva che l’edificio sorgesse in una zona impervia, consentendo l’uso di impianti a fune per la risalita dei materiali edili.<br />
Il 21 giugno 2004 l’Appalto se lo aggiudica l’impresa Ati “Sacco Vincenzo e figli s.r.l. – Savi s.a.s.”, di Pontecagnano Faiano. Poco tempo dopo, una variazione di ubicazione sposta l’Osservatorio 50 metri più in su, a 385 metri. Ma non è questo il solo motivo della denuncia di associazioni come Altura e LIPU, che proteggono Uccelli Rapaci e Avifauna e i loro habitat.<br />
L’edificio non è affatto un Osservatorio, afferma Altura in un suo comunicato. La costruzione di queste strutture ha regole precise, dettate dall’Ingegneria Naturalistica. La castrazione di un progetto in origine chiaro, va ricercata nel sottobosco politico amministrativo che spesso segna il destino di queste opere. Intrico che la Procura di Vallo della Lucania sta tentando di dipanare. Le Associazioni succitate ne chiedono l’abbattimento.<br />
In questa vicenda vi è un paradosso: il committente delle opere è il Comune di Centola. La legge all’articolo 27 del T.U. dell’edilizia – DPR 380/2001 stabilisce che l’Amministrazione comunale vigila sull’attività edilizia. Il successivo articolo 31 impone al responsabile dell’abuso di demolire le opere abusive entro 90 giorni.</p>
<p>In mancanza l’opera viene acquisita al patrimonio del comune per l’abbattimento. In tale vicenda il controllato e il controllore coincidono con il risultato che l’opera non è stata abbattuta. Onde evitare di mantenere in piedi una struttura abusiva dichiarandone la “pubblica utilità” lanciamo un messaggio forte e chiaro chiedendo alla soprintendenza BAP di Salerno e Avellino nonché all’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano di non rilasciare il proprio nulla osta. Inoltre si chiede alla Corte dei Conti di indagare i politici ed i dipendenti locali per lo spreco del denaro pubblico nonché di non far partecipare la società appaltatrice alle prossime gare pubbliche.<br />
Chiediamo altresì alla Commissione Europea Ufficio Infrazioni di Bruxelles di indagare su questo ennesimo episodio di sperpero di denaro pubblico che ahimé non è l’ultimo.</p>
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		<title>In fuga dalla città</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 19:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Piacentini
Prima di iniziare a scrivere questo pezzo provo a sfogliare in modo distratto la Repubblica del lunedì e ad un certo punto mi ritrovo davanti una storia che sembra tratta dal film: Into the Wild. Il corpo di un ragazzo che era stato dato per disperso osi pensava rifugiato in qualche missione nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Paolo Piacentini</strong><br />
Prima di iniziare a scrivere questo pezzo provo a sfogliare in modo distratto la Repubblica del lunedì e ad un certo punto mi ritrovo davanti una storia che sembra tratta dal film: Into the Wild. Il corpo di un ragazzo che era stato dato per disperso osi pensava rifugiato in qualche missione nella lontana Africa, viene trovato all’interno di una baita nel cuore delle montagne valdostane.</p>
<p>Un ragazzo pugliese che aveva deciso di trovare in mezzo alle montagne la sua dimensione ascetica vissuta, forse, con troppa radicalità; lunghi digiuni e preghiera in contatto diretto con la natura selvaggia più vicina, da sempre, al divino: le alte vette.</p>
<p>Il giornalista racconta di altre storie simili, per fortuna a lieto fine, che sembra stiano portando sempre di più i giovani, ma non solo, a scappare dal rumore quotidiano di una società tecnologica e post-moderna che sembra allontanarci da quella dimensione spirituale di cui l’uomo ha un estremo bisogno.</p>
<p>Tutto ciò ha rafforzato al mai convinzione su quanto sia importante il ruolo di chi come noi, attraverso la rivista o per il tramite di associazioni, cerca di promuovere stili di vita in cui il contatto diretto con la natura possa essere vissuto con equilibrio fin dall’infanzia.<br />
Da un corretto rapporto con la natura, anche in città, può nascere e costruirsi quella ricchezza dello spirito capace di non farci vivere una sorta di schizofrenia tra una quotidianità alienata e lontana dai segni della natura e dalle emozioni che questo rapporto suscita e quel bisogno di fuga dalla realtà che ci porta ad inseguire nuove forme di eremitaggio.<br />
Come raccontato attraverso il progetto “Appennino da Rivivere”, oggi molti giovani stanno decidendo di tornare a presidiare la montagna o le aree marginali e questo è un dato molto positivo perché non rappresenta una fuga mentre la storia come quella di Andrea Giardino ci da la misura di quanto sia malata la dimensione urbana del vivere.</p>
<p>Siamo più convinti di prima nell’alzare la voce verso le istituzioni per costringerle ad investire nel futuro facendo crescere il turismo outdoor in tutte le sue forme.</p>
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